Magari non ve ne eravate accorti. Magari l'immagine dell'omosessualità femminile che passano i media è uno stereotipo ormai vintage che ripropone ossessivamente un'iconografia basata esclusivamente su signore che sembrano più degli scaricatori. Fatta eccezione per la pubblicità, lì bisogna vendere e quindi è il trionfo del lesbo-chic, della bellissima che ammicca alle ragazze. Ognuno fa quello che gli pare, ma sono immagini secondo me molto limitanti che non riflettono tutta la realtà. Basta guardare un puntata di The L Word, la serie americana che incrocia le vite di donne lesbiche, bisessuali ed eterosessuali. Le donne sono donne e basta, e i confini all'interno della femminilità sono molto più sfumati di quanto non si pensi. Le donne eterosessuali sono spesso curiose di conoscere il "mondo L", a volte solo di frequentarlo, a volte di viverlo con una storia, magari per scoprire che invece amano proprio gli uomini. Oppure per scoprire che l'amore e la passione che le rendono felici sono proprio quelli al femminile. Le lesbiche sono affascinate dalle etero, e spesso nascono sodalizi straordinari oltre che amori. E' un universo complicato, sul quale Cristina Tagliabue ha scritto una pagina molto interessante la scorsa settimana su Nòva (di carta).
Quindi allego il flyer di una serata milanese molto intelligente che si tiene stasera come diverse altre sere, Boudoir pour les Femmes, pensata per le donne di qualunque sfumatura esse siano. Ci sono lesbiche, bisex, etero, spesso in compagnia di uomini curiosi e rispettosi. E' bello vederle tutte insieme.

tags: L word, omosessualità, pubblicità
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E' assolutamente importante sottolineare la centralità di tematiche come questa in un periodo e in un paese dove si parla ancora di “quote rosa”. Questa mia, vuole essere una premessa a quanti pensassero che questo sia un tema inflazionato e superfluo da scandagliare.
Essere lesbica non significa essere trasgressiva, il titolo dell'articolo di Cristiana Mastropietro mi sembra assolutamente un aforisma imprescindibile per qualsiasi discorso in merito. L'Universo dell'omosessualità femminile è ancora zavorrato da troppi luoghi comuni, clichè che ne impediscono l'emersione, prima di tutto, e l'emancipazione, in un secondo momento.
A qualsiasi realtà storico sociale noi ci volessimo riferire, risulterà evidente come il raggiungimento di determinati diritti passi attraverso il riconoscimento comune di caratteristiche, esigenze, obiettivi di tali realtà umane. Il mondo gay femminile è in gran parte ancora in gran parte sofferente e sommerso, per motivi che in questa sede mi pare superfluo analizzare ma è fondamentale ribadire quanto sia utile e “salutare” per le donne gay e non cercare sempre contesti e situazioni, anche di qualità dove ci si possa conoscere, confrontare ed eventualmente riconoscere su interessi ed esigenze comuni.
Quindi ben vengano riflessioni ed eventi come quelli segnalati da Cristiana. Chissà che i tempi dell'emancipazione non siano troppo lontani...
Scritto da: meg | 28/06/07 at 13:03
Ero una eterosessuale convita, una di quelle che amava far impazzire gli uomini, una di quelle che amava ammiccare, al solo scopo di farsi desiderare. Ho avuto tanti uomini nella vita. Sono stata sposata, prima felice, poi frustrata. Mi sono liberata dall’insoddisfazione lasciando, con dolore, il mio compagno. Da allora sto vivendo una nuova primavera. Nella piena libertà di scegliere cio’ che mi piace e mi fa star bene ho vissuto anche un flirt con una donna. Non me lo sarei mai aspettata da me. Cosi rigorosa. Cosi attenta ai ruoli. La mia liason con quella donna mi ha cambiato la vita. E’ stato meraviglioso. Sentirsi amata, desiderata e capita. Non ci sono limiti e confini all’amore. Al sentimento. Alla passione.
Scritto da: Eva | 28/06/07 at 13:39
Non posso credere alla casualità…Leggo il blog dei creativi di Nova quasi tutti i giorni…zampettando quà e là…E guarda che leggo…di Boudoir…Sono stata con un amico giovedì 21 alla serata. Mi è piaciuta molto. Mi ha affascinato il clima disteso che si respirava, come in una serata tra amici, ma cio’ che mi ha colpito di piu’ è stato osservare come la nudità di una bella donna sia recepita ed interpretata in modo diverso in base allo spettatore. Il pubblico, in maggioranza femminile , era estasiato dalle movenze , dagli atteggiamenti , dagli spostamenti della musa completamente svestita. Non ho percepito, come accade invece nei night- club con un pubblico eterosessuale maschile, nulla di scontato o che si possa ricondurre ad una mercificazione del nudo.
Scritto da: Myriam | 28/06/07 at 13:41
L'immaginario collettivo e anche il substrato culturale e' sempre condizionato dai media, per questo lo sforzo che si sta facendo nell'ambito femminile (non soltanto omosessuale, appunto) per cambiare la visione o semplicemente il punto di vista e' enorme.
Il fatto e' che non e' possibile, in nessun contesto e in nessun ambito, uniformare nulla. Specie quando si tratta della natura umana. Ci sono solo somiglianze e associazioni che possono ricondurre a "categorie", utili solo a discorsi e situazioni abbastanza generici.
A me e' capitato di seguire una mini campagna per un evento di una nota casa motociclistica che aveva lanciato un nuovo modello sul mercato che, per le sue caratteristiche di leggerezza e maneggiabilita', era stato pensato anche per le donne (che se motocicliste, a torto o a ragione, probabilmente sono gay). Di conseguenza, al responsabile della comunicazione era stato chiesto (o gli era venuto in mente) di legare l'evento anche ad un circuito di locali gay friendly femminili, proprio per spingere il prodotto. Ebbene, il concept e la grafica originali creati da me attorno a questa comunicazione era stata completamente modificata dal suddetto responsabile che spingeva sul messaggio: "donne motocicliste = donne gay = maschi mancati". A nulla servi' il mio insistere sul concetto che le donne, anche se gay, sono principalmente donne e in nessun caso possono essere trattate come degli uomini (o meno). Esattamente come dice Cristiana.
La comunicazione fu talmente sbagliata che l'evento nei locali gay friendly femminili fu un flop.
Anch'io sono propensa a situazioni piu' ludiche e piu' "leggere" come quelle di Boudoir. Magari ridendo e scherzando, senza prendersi troppo sul serio, le cose riescono a risultare piu' naturali di quanto di pensi. Esattamente come sono davvero.
Scritto da: arianna | 28/06/07 at 13:54
L'immaginario collettivo e anche il substrato culturale e' sempre condizionato dai media, per questo lo sforzo che si sta facendo nell'ambito femminile (non soltanto omosessuale, appunto) per cambiare la visione o semplicemente il punto di vista e' enorme.
Il fatto e' che non e' possibile, in nessun contesto e in nessun ambito, uniformare nulla. Specie quando si tratta della natura umana. Ci sono solo somiglianze e associazioni che possono ricondurre a "categorie", utili solo a discorsi e situazioni abbastanza generici.
A me e' capitato di seguire una mini campagna per un evento di una nota casa motociclistica che aveva lanciato un nuovo modello sul mercato che, per le sue caratteristiche di leggerezza e maneggiabilita', era stato pensato anche per le donne (che se motocicliste, a torto o a ragione, probabilmente sono gay). Di conseguenza, al responsabile della comunicazione era stato chiesto (o gli era venuto in mente) di legare l'evento anche ad un circuito di locali gay friendly femminili, proprio per spingere il prodotto. Ebbene, il concept e la grafica originali creati da me attorno a questa comunicazione era stata completamente modificata dal suddetto responsabile che spingeva sul messaggio: "donne motocicliste = donne gay = maschi mancati". A nulla servi' il mio insistere sul concetto che le donne, anche se gay, sono principalmente donne e in nessun caso possono essere trattate come degli uomini (o meno). Esattamente come dice Cristiana.
La comunicazione fu talmente sbagliata che l'evento nei locali gay friendly femminili fu un flop.
Anch'io sono propensa a situazioni piu' ludiche e piu' "leggere" come quelle di Boudoir. Magari ridendo e scherzando, senza prendersi troppo sul serio, le cose riescono a risultare piu' naturali di quanto di pensi. Esattamente come sono davvero.
Scritto da: arianna | 28/06/07 at 13:55
Scusatemi. Posso fare un commento poco civile e tanto ironico senza essere presa troppo sul serio e senza le male parole dei tolleranti e specialissimi uomini di Nova100? Una mia amica, Delia, all'Università diceva sempre di essere razzista: "I neri sono una razza superiore", mi sussurrava all'orecchio ogni volta che mi presentava un nuovo fidanzato. Beh, io sono "razzista" con i generi. Non femminista, sia chiaro. Semplicemente, secondo me le donne dimostrano sempre più di essere un genere superiore..
Scritto da: Cristina Tagliabue | 28/06/07 at 17:24
Bellssimo, affascinante e interessante per un uomo leggere questi post.
Se solo vi ascoltassimo di più sarebbe tutto più semplice
Scritto da: roberto | 03/07/07 at 14:57
HAI VINTO UN PREMIO!
AVEVO INDETTO UN CONCORSO DAL TITOLO: "SE SEI UN UOMO COMMENTA QUESTO POST"
SEI IL PRIMO UOMO CHE COMMENTA QUESTO POST E COME PREMIO PUOI DECIDERE IL TEMA DEL POST DI DOMANI. GRAZIE A NOME DI TUTTE.
LET US KNOW!
Scritto da: docciascozzese | 03/07/07 at 15:06