Doccia scozzese - Doccia scozzese

Doccia scozzese di Cristiana Mastropietro

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E per secondo un cane

Mi offrirono un cane come secondo piatto moltissimi anni fa. Ero su un’isoletta delle Filippine, quando nel 1981 andai a trovare mio padre che lavorava lì; mi ritrovai in un mondo così diverso dal mio che avevo quasi sempre la tachicardia per la paura. Quel giorno il proprietario di quello che ancora non si chiamava Bed & Breakfast sulla spiaggia dove alloggiavamo ci chiese se volevamo della carne, e io dissi subito di sì. Mio padre allora mi consigliò di specificare sempre che volevo carne di manzo, perchè altrimenti avrebbero potuto servirmi una bistecchina di cane. La tachicardia aumentò ma anche la curiosità: come poteva essere la carne di cane? Mio padre, che in vita sua ha mangiato meduse e serpenti come fossero bucatini all’amatriciana, buttò lì con nonchalance “più o meno come un petto di pollo”. Quindi se l’era mangiato, il migliore amico dell’uomo.
Passai il resto del soggiorno sull’isoletta a fare una sola cosa: controllare ogni mattina che il cane che ci aveva accolto al nostro arrivo scodinzolando fosse ancora in circolazione in buona salute. Mio padre credo abbia continuato a mangiare di tutto, dopo quasi 30 anni di Estremo Oriente so per certo che squali, cavallette e scimmie sono entrati nel suo tubo digerente. Beninteso, le cameriere che assume in casa sua però devono seguire un corso di cucina tenuto da lui in persona e imparare per prima cosa a fare un buon sugo all’italiana, a non scuocere la pasta e a cucinare le patate al forno. Però sul resto è aperto a tutto, perchè la cucina è un fatto culturale e dopo così tanto tempo quella cultura un po’ l’ha assorbita. Per noi mangiare il nostro barboncino è impensabile, per i coreani i cani si possono mangiare. Per mio padre, che ormai non è più italiano e non è neanche asiatico, si può fare.
A me resta il dubbio dopo aver visto questo episodio di Britain’s Got Talent che è nel video: non è più onesto mangiarli che ridurli così?