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Doccia scozzese di Cristiana Mastropietro

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Geppetto forever

Pinocchio l’avevo visto solo quella volta lì, la prima, quando facevo la prima elementare. E rivederlo 36 anni dopo è stata una scoperta: nel 1972 io Geppetto lo notavo a malapena, anzi ero convinta che fosse un personaggio marginale nell’economia del film. Non avevo occhi che per Pinocchio, ovviamente, mantenendo quindi lo sguardo “basso” che consente ai bambini di escludere i grandi dal loro campo visivo e mentale. E invece ieri sera il mio eroe era Geppetto, il padre che cerca il figlio per tutta la vita, il padre che c’è, che non si assenta, che vende la sua giacca per comprare l’abecedario senza lamentarsi di morire di freddo. Pinocchio mi annoiava invece, l’avrei preso a sberle il bambino viziato a cui danno non una chance ma mille.
La Fata Turchina, un po’ la mamma morta, un po’ una stronza coi capelli viola e la villa sul lago diciamocelo, rimane un personaggio di cui non mi fido. Ricattatoria come solo una mamma italiana può esserlo, mette al mondo un bamboccione di cui controlla tutta la vita allungando e accorciando il naso, oggi sei burattino ma se sei buono diventi bambino. L’unico che si fa il culo lì, senza controllare niente, è Geppetto. Averceli padri così. Che dopo 36 anni ti fanno ancora il 10% di share su Raitre.