Doccia scozzese - Doccia scozzese

Doccia scozzese di Cristiana Mastropietro

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Tornare a Roma. Dopo qualche mese di distanza alcune cose tornano ad incuriosirmi. Poi ora c’è il governo nuovo, e c’è fermento a Roma. C’è anche il sindaco nuovo, e c’è ancor più fermento. Così, in sella allo scooter adorato lo spettacolo che si dipana al tramonto è bellissimo. No, niente sdilinquimenti su Ponte Sisto e Castel Sant’Angelo con la rossa arancia che sparisce all’orizzonte. Altre sono le cose che mi riscaldano i cuore.
Il tramonto a Montecitorio, ad esempio. A Campo Marzio due deputati -facce già viste- del governo nuovo che si scambiano cartelle appoggiati su un motorino parcheggiato male. Più in là facce scure e nervose di onorevoli del governo vecchio -i perdenti- che bevono bollicine consolatorie al bar di Piazza di Pietra.
Mangio sushi da Hamasei, dietro Piazza San Silvestro, e dalla vetrina guardo passare qualche neodeputato della nuova legislatura, che spaesato fa su e giù senza capire ancora bene la pianta del centro di Roma. Vagano alla ricerca di un punto di riferimento, nelle lunghe ore di attesa, nel nulla primaverile che solo questa città sa regalare. Si salutano tra di loro ma timidamente, si sono visti solo un paio di volte in Aula, matricole del potere che hanno appena fatto la foto per il sito della Camera. Non ricordano i nomi dei compagni di partito -ma partito non si dice più!- quantomeno non li ricordano tutti.
Il governo nuovo giura. Al servizio militare si diceva “L’ho duro!” per non dire lo giuro, perchè il giuramento era troppo impegnativo. Chissà se usa anche al Quirinale.
Nel frattempo i romani continuano ad andarsene in giro senza degnare di uno sguardo niente e nessuno. Abituati a tutto e al contrario di tutto, pregio inestimabile e difetto insopportabile di una città usa allo straniero. Quando morì il Papa, tutti a sperticarsi su quanto fosse rimasta composta la città invasa da due milioni di persone. Non era compostezza, è il bonario menefreghismo romano. La città del potere che il potere, in fondo, lo disprezza. ‘A marzia’, lèvate.

video: Orson Welles da La Ricotta

Commenti

Tutto molto vero. Com'è vero che la cosa più bella di Milano è il treno per Roma. Oppure sei tu... Ciao
Meno male che vivo a Roma dal 1992, mi sento un pò romana, vissuta dai romani un pò come "?A Marzia! Lèvate..."... Non faccio parte, quindi, di quella schiera che dentro l'Aula è così stucchevole da farti venire voglia di spogliarti nuda e vedere cosa succede. Attenzione, non è rispetto delle istituzioni la stucchevolezza...E' solo ordinata sciatteria. Inimmaginabile la volgarità con cui viene fatta a pezzi la lingua italiana. "Le parole sono importanti". Eppure a guardarli ti immagini che una volta fuori da quel giardinetto, si toglie il tappo e viene fuori la qualsiasi...
Meno male che vivo a Roma dal 1992, mi sento un pò romana, vissuta dai romani un pò come "?A Marzia! Lèvate..."... Non faccio parte, quindi, di quella schiera che dentro l'Aula è così stucchevole da farti venire voglia di spogliarti nuda e vedere cosa succede. Attenzione, non è rispetto delle istituzioni la stucchevolezza...E' solo ordinata sciatteria. Inimmaginabile la volgarità con cui viene fatta a pezzi la lingua italiana. "Le parole sono importanti". Eppure a guardarli ti immagini che una volta fuori da quel giardinetto, si toglie il tappo e viene fuori la qualsiasi...